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ESTORSIONE AGGRAVATA: DECIDONO LE SEZIONI UNITE

di Amministratore
 

 Avv. Mirko Bandiera



aggravante delle "più persone riunite": è necessaria la simultanea presenza di non meno di due persone nel luogo ed al momento in cui si realizzano la violenza o la minaccia. lo hanno stabilito le S.U. con la recente sentenza sotto riportata. 

questo il caso.

B.D. dichiarato fallito, acquistava da A.G. Diversi assegni post-datati anche di conti correnti estinti al fine di ottenere immediato credito con la negoziazione degli stessi, con l'impegno di coprire, entro la scadenza, gli importi indicati evitando così il protesto. Uno di questi assegni veniva però protestato ed il firmatario avanzava allo stesso pretese economiche per il danno causato. Iniziavano così le gravi minacce, tra le quali quelle di spaccargli le ossa a lui ed ai suoi familiari anche per mezzo di persone ben più pericolose, che costringevano così la p.o. a versare diversi milioni,a sottoscrivere effetti cambiari a nome dei figli, ad acquistare nuovi assegni e a consegnare all'aguzzino anche un furgone. Per tali fatti A.G. In concorso con altri veniva condannato alla pena di anni 7 di reclusione oltre alla multa per il reato p. e p. dagli artt. 110, 81 cpv e 629 c.p. 

 Con la sentenza in commento le Sezioni Unite hanno risolto il contrasto interpretativo formatosi nella giurisprudenza di legittimità in merito al significato da attribuire alla aggravante di cui all'art. 629, comma 2 c.p. delle "più persone riunite" prevista per il delitto di estorsione, affermando che è necessaria la simultanea presenza di non meno di due persone nel luogo ed al momento in cui si realizzano la violenza o la minaccia. A tale riguardo si erano, infatti, delineati un contrasto nella giurisprudenza di legittimità che sembrava superato ma che si era recentemente riproposto.  Secondo un primo indirizzo interpretativo infatti , più risalente , ma condiviso dall'ordinanza di rimessione la circostanza aggravante speciale e ad effetto speciale delle "più persone riunite" prevista dall'art. 629, comma 2 c.p. attraverso il rinvio all'art. 628, comma 3, n. 1 c.p. deve ritenersi integrata dando risalto al profilo oggettivo-materiale della effettiva presenza contestuale di almeno due persone nel luogo e nel momento della consumazione della condotta costrittiva o minacciosa. Secondo questa parte della giurisprudenza l'aggravante delle più persone riunite nel delitto di estorsione non si identifica con una generica ipotesi di concorso di persone nel reato, ma richiede un quid pluris, rappresentato proprio dalla simultanea presenza di non meno di due persone nel luogo e nel momento in cui si realizza la violenza o la minaccia, "in quanto solo in tal modo hanno luogo quegli effetti fisici e psichici di maggiore pressione sulla vittima che ne riducono significativamente la forza di reazione e giustificano il rilevante aumento di pena" (in tal senso, ex multis, Cass., Sez. II, 11 giugno 2010 n. 24367; conforme: Cass., Sez. II, 22 aprile 2009, n. 25614). Secondo un diverso e contrapposto orientamento invece, la circostanza aggravante in questione non richiede per la sua sussistenza la necessaria presenza simultanea di più persone riunite. Essa altresì è configurabile anche se la minaccia o la violenza siano state esercitate da un solo soggetto, essendo sufficiente che la vittima percepisca che tale condotta provenga da una pluralità di individui, "avendo tale fatto, per se stesso, maggiore effetto intimidatorio" (così Cass., Sez. V, 19 giugno 2009, n. 35054). La sentenza in epigrafe risolve tale contrasto propendendo per la soluzione 'oggettiva', attraverso un iter argomentativo. Ed infatti, la soluzione proposta dalle S.U. in questa pronuncia - secondo cui per la sussistenza dell'aggravante è richiesta la necessaria contestuale presenza delle più persone nel luogo e nel momento della commissione della condotta estorsiva -  la Suprema Corte approda alla conclusione che il termine "riunite" impiegato nell'art. 629, comma 2 c.p. per connotare la condotta da cui deriva l'aggravamento di pena è univoco, indicando in maniera chiara la compresenza in un luogo determinato di più persone. 


Cass. Pen., S.U., 29.3.2012 (dep. 5.6.2012), n. 21837, Pres. Lupo, Est. Marasca, ric. Alberti



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