19 Ott

Avv. Mirko Bandiera

I detenuti sottoposti ad isolamento diurno per effetto dell’art. 72 c.p. devono fruire tutti i giorni dell’ora d’aria in cortili aventi dimensioni adeguate ed idonee allo svolgimento dell’attività di movimento. Lo ha stabilito il Magistrato di Sorveglianza di Viterbo il 05 luglio scorso (n. 862/2012)  in accoglimento del reclamo proposto da un detenuto del Carcere di Mammagialla sottoposto al regime del 41 bis o.p. Lamentava infatti il carcerato che era costretto ad eseguire l’ora d’aria in uno spazio angusto (c.d. cortile cubicolo) riservato solo a chi si trovava in regime di isolamento temporaneo, mentre lo stesso doveva scontarci ben 2 anni. Motiva il magistrato di sorveglianza che “l’isolamento diurno previsto dall’art. 72 c.p. è vera e propria sanzione penale in quanto sostitutiva di altra sanzione detentiva concretamente ineseguibile- che inasprisce per un periodo determinato le modalità esecutive dell’ergastolo ad ha ad oggetto l’esclusione del detenuto da tutte le attività che possono essere svolte in compagnia di altri detenuti, fatta eccezione per l’attività lavorativa. Le modalità esecutive della sanzione non possono conseguentemente riguardare aspetti diversi da quelli correlati all’incontro con altri detenuti. Nel caso di specie l’espletamento dell’ora d’aria in spazio diverso e molto più ristretto rispetto ai cortili normali, seppure cinque giorni su sette, trova forse giustificazione nella allocazione del detenuto nello stesso reparto che ospita i detenuti sottoposti ad isolamento disciplinare e nella conseguente difficoltà di spostamento quotidiano del detenuto isolato. Si tratta di situazioni sostanzialmente diverse, soprattutto rispetto alla durata della restrizione, poiché l’isolamento disciplinare non può superare i quindici giorni, mentre l’isolamento previsto dall’art. 72 c.p. può essere inflitto per la durata massima di tre anni. A fronte del diritto del detenuto sottoposto ad isolamento diurno di fruire dell’ora d’aria nelle medesime condizioni degli altri detenuti (fatta eccezione ovviamente per la compagnia) si contrappone in sostanza una difficoltà organizzativa dell’istituto alla quale, tuttavaia, non può riconoscersi pari dignità, laddove vengano meno lo spazio necessario allo svolgimento di attività di movimento, necessaria per il mantenimento di una soddisfacente condizione fisica. Dal bilanciamento delle esigenze non può ritenersi legittimamente sacrificata quella igienico sanitaria sottesa al diritto di fruizione dell’ora d’aria – che nel caso di specie, trattandosi di regime ex art. 41 bis O.P. È una sola al giorno- nelle condizioni ordinarie, poiché la considerevole afflittività dell’isolamento diurno subirebbe un prolungato e sensibile inasprimento, non contemplato e quindi non consentito dalla legge. Va pertanto accolto il reclamo e disposto che i detenuti sottoposti ad isolamento diurno per effetto dell’art. 72 c.p. fruiscano dell’ora d’0aria in cortili aventi dimensioni adeguate ed idonee allo svolgimento di attività di movimento”.

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