28 Feb

 Avv. Mirko Bandiera

Vi segnalo un recentissimo revirement della Cassazione sulla legittimità dei prelievi ematici per l’accertamento del tasso alcolemico: non serve il consenso, basta che manchi il dissenso. Con la sentenza 11 febbraio 2013, n. 6755, la Corte di Cassazione torna a pronunciarsi sull’accertamento del reato di guida in stato di ebbrezza, affermando che, in caso di sinistro stradale, il prelievo ematico effettuato dai sanitari su richiesta della polizia giudiziaria ai fini della verifica del tasso alcolemico è utilizzabile anche in assenza di un consenso verbalmente espresso dall’interessato, purché costui non abbia opposto un esplicito rifiuto.La decisione è importante perché esprime, sul punto, un revirement della Quarta Sezione Penale rispetto ad un ormai consolidato orientamento dei medesimi giudici di legittimità, secondo il quale, mentre i risultati del prelievo ematico effettuato per le terapie sanitarie costituiscono prova documentale utilizzabile in sede processuale, senza che rilevi il mancato consenso dell’interessato, al contrario il prelievo ematico effettuato in assenza di consenso e non nell’ambito di un protocollo medico di pronto soccorso, e dunque non reso necessario ai fini sanitari, è inutilizzabile ex art. 191 c.p.p. per violazione dell’art. 13 Cost.

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